ARCHIVIO DELLA DISLOCAZIONE

 
 

L’archivio della dislocazione documenta il trasferimento continuo di sé. Il movimento vero o falso porta in altri luoghi ma, stampata nella propria testa, c’è l’immagine del territorio originario, dell’ethos, la dimora da cui proveniamo. Lo spostamento provoca anche nostalgia, mal du pays, heimweh.

Queste immagini sovrappongono posizioni di arrivo e di partenza, e sono anche testimonianze della dislocazione che è - secondo Foucault  - la contemporanea concezione/forma dello spazio sostituitasi all’idea galileiana dell’estensione.

Spunto essenziale per la fondazione dell’archivio una canzone napoletana - interpretata da merola/d’alessio - intitolata “cient’anne”, dove un padre morente consiglia al proprio figlio emigrante di portare con sé una cartolina di napoli da utilizzare per superare i futuri momenti di sconforto.

Ad ognuno dei partecipanti al progetto è richiesto di realizzare fotografie di sé nel contesto di panorami più o meno noti, esibendo la cartolina del proprio luogo di provenienza.

La cartolina è come una foto segnaletica della mia origine ed il risultato è una sorta di mappatura di un personale itinerario a partire da quel punto.








 

dislocazione

  1. -spostamento, trasferimento.

  2. -spostamento di un costituente della frase dalla sua sede consueta a una posizione diversa.

  3. -da dislocare

  4. [latino locàre, prefissa la particella dis che ha senso separativo; francese disloquer

  5. XIX secolo].

  6. -porre in luoghi diversi, separare

  7. -allocare o trasferire qualcosa o qualcuno in un luogo, secondo necessità.

  8. -allotropo di dislogare, che vale cavar dal suo luogo.

  9. -“viviamo in un'epoca in cui lo spazio ci si rivela sotto forma di relazioni di dislocazione”.

  10. [michel foucault, des spaces autres, conferenza al cercle d'études architecturales 1967]

ES PRODUZIONI PROJECT/2009

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